E unione fu. La riforma del MiBACT voluta dal ministro Franceschini, fra le novità che apporta nel panorama museale italiano, ne propone una molto importante per la città dei Sassi: la nascita del Museo Nazionale di Matera, che comprenderà il Museo Ridola e Palazzo Lanfranchi, due dei centri culturali più importanti di Matera e della Basilicata.

L’unione dei due musei materani sono il coronamento di anni di lavoro intenso del Polo Museale della Basilicata per la valorizzazione del patrimonio culturale in collaborazione con istituzioni cittadine e regionali.

L’importanza della Riforma del MiBACT per i musei di Matera

La Riforma del MiBACT, approvata ieri sera dal Consiglio dei Ministri e presentata oggi alla stampa dal Ministro, ha tra i suoi passaggi più significativi proprio il riconoscimento della rilevanza di Matera e dei suoi musei nazionali, preziosi e affidabili alleati di altri enti pubblici e privati che proprio nella città dei Sassi producono cultura, fra cui la Fondazione Matera-Basilicata 2019.

Un lavoro di condivisione dei processi culturali che ha visto, nel corso degli anni, una sempre ampia apertura dei musei alle comunità, il miglioramento dell’accessibilità culturale, il riallestimento dei principali musei – fra cui proprio il Museo Ridola- e le tante mostre ospitate presso Palazzo Lanfranchi, fra cui le grandi produzioni culturali del 2014 (Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo 50 anni dopo e soprattutto Rinascimento visto da sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra 400 e 500, una delle esposizioni forse più importanti di tutto il 2019 in Italia).

Eventi che, riconosciamolo, hanno restituito ai musei di Matera un nuovo straordinario ruolo culturale che oggi più che mai merita l’attribuzione dell’autonomia scientifica, organizzativa, economica e contabile voluta dal Ministro Franceschini.