«Il contatto con l’arte contemporanea è una scuola di tolleranza intellettuale. Di fronte alla trasgressione e alla diversità proposta dalle opere, impariamo a non sentirci aggrediti e a non avere paura». Serge Lasvignes, Presidente del Centre Pompidou di Parigi

È questo il principio che ha guidato il 2019 del MUSMA: farsi “scuola di tolleranza intellettuale”, attraverso una diversificazione dell’offerta culturale tale da portare a un’impennata del numero dei visitatori: dai 14.000 del 2108 si è arrivati ai 20.100 dell’anno appena trascorso. Un aumento del 43,6% che conferma il MUSMA come una delle mete più frequentate della città dei Sassi.

 

4 esposizioni temporanee di qualità

Forte della sua suggestiva e unica ambientazione in grotta, in un anno ricco di sfide per Matera, il Museo della Scultura contemporanea è stato in grado di garantire al suo pubblico mostre ed eventi di elevata qualità. Quattro sono state le esposizioni temporanee organizzate e prodotte dall’Impresa culturale Synchronos con risorse derivate per la maggior parte dagli incassi della biglietteria del Museo e dell’altro sito d’eccellenza gestito dall’impresa, anch’esso progetto culturale della Fondazione Zetema: la Cripta del Peccato Originale.

 

Anche quando l’alba non c’era

La stagione espositiva è iniziata a maggio con Anche quando l’alba non c’era dello street artist Luis Gomez de Teran. Una mostra contraddistinta da due esordi significativi: per la prima volta un museo di scultura ha accolto tra le sue mura la street art e uno street artist si è cimentato nella scultura con un risultato magistrale, ancora oggi visibile in uno degli ipogei di Palazzo Pomarici.

 

Real.m

A luglio è stata la volta di Real.m, a cura di Piero Gagliardi e Simona Spinella: l’arte concettuale dell’artista Saverio Todaro, insieme a un’incursione fotografica del fotografo materano Luca Centola ha affascinato e fatto riflettere i visitatori. Le icone contemporanee delle opere di Todaro hanno invaso ipogei e sale di Palazzo Pomarici, ricreando in piccolo il grande regno dei social media con cui gli abitanti del XXI secolo si trovano quotidianamente ad avere a che fare.

 

Heimat- Sharing the land

Nella mostra ancora in corso nelle Sale della caccia, invece, Jasmine Pignatelli accompagna il visitatore a scoprire quanto possa essere intensamente vissuta la Storia contemporanea italiana attraverso episodi che, nel bene e nel male, ne hanno segnato le sorti: è Heimat- Sharing the land, a cura di Tommaso Evangelista. Visto l’assai positivo riscontro di pubblico, la mostra sarà prorogata al 3 maggio 2020.

 

Tanto peggio, tanto meglio

Tanto peggio, tanto meglio, è stata invece il risultato della residenza artistica di Sandra Hauser, rientrante nel programma residenze di Matera 2019. Sette sipari – senza spettacolo apparente alle spalle – sono stati collocati in altrettanti luoghi della città, un invito al silenzio? Ad aprirsi a quello che c’è dietro un limite? A esplorare l’eleganza dei luoghi e delle storie che essi portano con sé? Tutte queste domande sono dischiuse da elegantissime stoffe che in varia foggia incorniciano paesaggi assai diversi.

 

Collaborazione, coinvolgimento, attualità, accessibilità

Tutte le mostre hanno avuto come parole chiave collaborazione, coinvolgimento, attualità, accessibilità.
L’opera site specific della mostra di Todaro è stata prodotta da Ego Italiano, impresa materana di caratura internazionale, Heimat – Sharing the land è il risultato di un progetto di alternanza scuola lavoro di Synchronos con il liceo classico “G. Tarantino” di Gravina in Puglia, i sipari di Tanto peggio, tanto meglio sono stati realizzati con il fondamentale apporto del sarto Sy Savane Ibrahim, della Silent Academy del Sicomoro.

 

Eventi di rilievo e collaborazioni varie

L’anno è stato poi contrassegnato da importanti eventi e collaborazioni.

La partecipazione a Onda, progetto del collettivo musicale Materelettrica, rientrante nel programma di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, ha portato nella sala 4 del Museo conversazioni su arte e scienza che hanno riscosso di grande successo di pubblico.

Il partenariato con la Scuola di alta formazione e Restauro ha previsto la partecipazione del MUSMA a Matera: RESTAURO APERTO, con l’apertura, negli spazi museali, di cantieri didattici estivi che hanno fatto toccare con mano ai visitatori come si rimette in sesto un’opera d’arte.

Il 2019 ha visto anche l’edizione di Filastroccando, la deliziosa guida in filastrocca scritta da Simona Spinella e disegnata da Roberto Ditaranto.

L’incontro con l’artista Alberto Timossi, il concerto estivo di Paolo Tarsi, l’adesione, per la prima volta, alla Notte europea dei Ricercatori hanno completato un anno vissuto con grande intensità.

 

Un museo materano di cui andare fieri

Insomma, il MUSMA si conferma un museo che incontra il pubblico anche fuori dalle sue mura, divenendo, ogni anno di più, una significativa fonte di sviluppo culturale ed economico della città, in quanto punto di osservazione privilegiato delle trasformazioni del mondo contemporaneo.

È un museo forse unico in Italia perché, partendo dalla sua vocazione alla scultura, è stato capace negli ultimi anni di sperimentare progetti curatoriali crossmediali, mettendo in relazione il territorio con gli artisti, aprendosi a diversi linguaggi e lavorando su specifici contesti sociali.

Tommaso Evangelista, storico dell’arte e curatore