di Caro Magni

Heimat. Patria. Terra.

Se è vero che il concetto di patria è ormai da ridurre a finestra anacronistica del millennio scorso, in quest’epoca dove ogni luogo è interconnesso e le persone si muovono – per terre e mari – verso nuove mete, ciò che rende straordinario questo flusso di storie e genti è l’ospitalità concessaci dalla terra che noi tutti calpestiamo.

Pensateci un attimo: cos’è, in fondo, che accomuna ogni essere umano? La narrazione della propria storia su questo pianeta calcando il suolo che lo ospita. Non esiste landa senza lembi di terreno pronti ad accogliere le nostre vicende e i mari sono spettatori che, in alcuni mesti casi, sono gli unici, inaffidabili compagni di viaggio che ci restano.

Heimat | Sharing the Land, la nuova mostra allestita presso il MUSMA, porta a riflettere su questo rapporto uomo – terra attraverso l’esposizione di 13 cumuli di terreno prelevati da altrettanti luoghi simboli della storia italiana recente. Per ogni cumulo viene raccontata, attraverso un video e pannelli informativi in Italiano e Inglese, la storia e le persone a esso legato.

 

Heimat - Codice Morse

Heimat – Codice Morse

 

Storie che rubano un sorriso ai visi più tirati o solcano di umana rugiada i volti e gli umori più allegri. Penso sia davvero questo il compito dell’arte: oltre all’arduo obiettivo di suscitare emozioni differenti nello spettatore, l’artista deve poter raccontare dettagli e vicende di persone che vanno a comporre la storia del genere umano sul suolo terrestre. In questo caso, Jasmine Pignatelli (l’artista dalla cui creatività nasce Heimat), riesce nel doppio intento di raccontare ed emozionare con fatti di cronaca, storie personali o condivise da milioni di italiani.

Come restare indifferenti, ad esempio, dinanzi alla vicenda di Alfredino Rampi, il bambino di 6 anni che, nel 1981, cadde in un pozzo artesiano tenendo per 18 ore milioni di italiani con il fiato sospeso davanti alla tv per assistere ai soccorsi che la RAI trasmise in diretta?

Heimat significa anche meravigliarsi di aver, solo in quel momento, conosciuto la storia di Giaime Pintor, promessa della letteratura italiana e patriota antifascista dilaniato da una mina nel 1943, proprio mentre cercava di raggiungere Roma per combattere i nazisti.

Sorprendersi e scaldarsi un po’ il cuore con la storia di nonna Zita Urbani, signora ultranovantenne per la quale “ogni cosa del mondo è arte”. Sua nipote è Alice Zannoni, critica d’arte che con  nonna Zita ha conversato tramite il libro “L’arte contemporanea spiegata a mia nonna”.

Heimat ci offre queste e altre storie per conoscere vicende specifiche legate a un concetto di patria diverso, senza più bandiere né confini ma connesso alla capacità narrativa di ogni essere umano, ovunque sia il suolo che calpesta.

 

Heimat, la Patria non patria della terra narrante 1