di Carlo Magni

Matera è città di pietre e caverne che ha preso forma dall’arte di esseri umani in grado di trattare la roccia e trasformarla in ambiente urbano, con tutti i limiti e le accezioni del termine così bruscamente, forse, utilizzato dal sottoscritto.

Non sono un urbanista, uno storico dell’arte né tantomeno un architetto. Se c’è una cosa che ho imparato, però, dalla storia di Matera è il beneficio che porta l’alternanza di popoli e culture nel corso dei secoli in un luogo. Nel caso specifico della nostra città, esse hanno convissuto e cooperato per trasformare pietre e rocce in spazi ipogei unici nel loro genere.

Ipogei: mi chiedo spesso quanta gente, fuori dai confini materani e murgiani, abbia mai sentito o conosca questo termine. Noi del posto lo sentiamo pronunciare spesso; si potrebbe dire che, con costanza quasi quotidiana, lo pronunciamo pure noi.

Un po’ come le parole rupestre, cava, grotta, per intenderci.

Durante la mia visita ad Ars Excavandi, ho avuto modo di apprendere le affinità e le cose in comune che il nostro territorio ha con luoghi lontani; ho visitato per la prima volta gli ipogei di Palazzo Lanfranchi (divertendomi per le espressioni di stupore e incredulità dei turisti che erano nel mio stesso gruppo durante la visita guidata: a me è sembrato, per un attimo, di essere tornato alla fine degli anni ’90 in uno dei locali più in voga del periodo; a loro, di arrivare fino al centro della Terra, probabilmente).

 Ho fatto mia una lezione ben più profonda e urgente, visti i tempi che corrono.

Tra un po’ ci arrivo.

 

Pannello esplicativo di Ars Excavandi

 

L’arte di scavare che parte da Matera

Ars Excavandi rappresenta il primo grande evento, in ordine temporale, del programma culturale di Matera 2019. Curata dall’architetto Pietro Laureano, Ars Excavandi è una mostra che fa un uso importante della tecnologia (installazioni audio e video, connessioni NFC, visori 3D) per spaziare dal Paleolitico ai nostri giorni, in un’indagine sull’arte e le pratiche di scavo che hanno dato origine a paesaggi, architetture e civiltà ipogee nel corso dei secoli.

Questa indagine, un utile strumento soprattutto didattico per conoscere aspetti specifici della storia, parte proprio dalla città di Matera per giungere ai più importanti ecosistemi rupestri del mondo.

Matera, così, diventa la matrix della cultura rupestre e ipogea di tutto il bacino del Mediterraneo e oltre, inserendo la nostra città in un complesso quadro storico e geografico di cui fanno parte anche città famose nella storia come Ur.

 

Cooperare per sopravvivere

Oltre alle singole storie che Ars Excavandi racconta, mi hanno colpito i colori, i suoni e le suggestioni del suo allestimento.

Penso che questa mostra abbia un merito grande quanto il mondo: affermare, con forza e con precisi riferimenti storici, il bisogno che l’uomo ha di cooperare con i suoi simili per tenersi in vita, soprattutto in ambienti poco ospitali.

Come una saetta temporale che colpisce la coscienza, l’arte di scavare conferma – e ne abbiamo bisogno, in tempi come questi – che gli esseri umani sono finora sopravvissuti proprio grazie alla cooperazione e ai contatti molteplici che le diverse culture hanno avuto tra loro nel corso dei secoli.

 

Curiosità su Ars Excavandi

Vi ho già detto che vengono utilizzate diverse tecnologie per la mostra, giusto?

Quello che non vi ho detto è che Ars Excavandi si divide fra il Museo Ridola e Palazzo Lanfranchi e che ogni ora vi è una visita guidata, della durata di 20 minuti, che porta alla scoperta dei fantastici ipogei di Palazzo Lanfranchi e di una casa grotta adiacente.

Proprio negli ipogei di Palazzo Lanfranchi è possibile ammirare una ricostruzione dell’altopiano murgico e dei Sassi di Matera, realizzata da Enzo Viti e Teresa Lupo (due fra i più grandi conoscitori della Matera sotterranea) in base a descrizioni risalenti al XVI secolo.

Le visite guidate (partono tutte dal Museo Ridola) hanno inizio alle ore 9 e l’ultima è alle ore 19.

Ah, per visitare Ars Excavandi è necessario possedere il Passaporto per Matera 2019: se non ce l’avete e vi fermate a Matera almeno per 24 ore, vi consiglio di acquistarlo perché, con soli 10 euro, potrete visitare questa e altre mostre o partecipare a diversi eventi.