REMAIN(S) – Mostra di Michela Rondinone e Luca Granato alla Momart Gallery

REMAIN(S) - Mostra di Michela Rondinone e Luca Granato alla Momart Gallery
PROSSIMAMENTE
Dal 10 Aprile 2026 al 26 Maggio 2026

Dal 10 aprile al 26 maggio 2026 la Momart Gallery di Matera opsitaREMAIN(S), mostra a cura di Antonella Marino che mette in dialogo le ricerche di Michela Rondinone e Luca Granato, due giovani artisti del Sud Italia accomunati da una riflessione condivisa sul concetto di “resto”.

Orari di apertura della mostra: 11.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00. Chiusa il mercoledì.

Una mostra tra presenza e memoria

Il titolo racchiude una duplice tensione: da un lato i remains, i resti materiali, le tracce visibili di qualcosa che è accaduto; dall’altro il verbo to remain, il rimanere, inteso come scelta consapevole di relazione con il proprio contesto d’origine.

In questa ambivalenza si colloca l’intero progetto espositivo, che indaga il frammento non come semplice residuo del passato, ma come elemento capace di continuare a produrre senso nel presente.



Territorio e ricerca: un dialogo aperto

Entrambi gli artisti, legati ai territori della Basilicata, della Puglia e della Calabria, condividono una pratica situata, costruita nel confronto tra dimensione locale e orizzonte globale.

Pur partendo da una comune attenzione all’idea di traccia, le loro ricerche si articolano in direzioni differenti, dando vita a uno spazio di tensione fertile e aperto.

Michela Rondinone: il resto come possibilità

Nel lavoro di Michela Rondinone (Matera, 1999) il resto si configura come apertura e possibilità.

La sua pratica si sviluppa attraverso processi relazionali e partecipativi, in cui il gioco diventa dispositivo conoscitivo e strumento di costruzione dello spazio.

Materiali come gesso, plastilina e ceramica registrano il gesto e ne conservano la traccia, generando forme in continua trasformazione: opere che nascono da azioni, attraversamenti, relazioni e si presentano come esiti di processi mai del tutto conclusi.

Luca Granato: il resto come traccia critica

Nella ricerca di Luca Granato (Cosenza, 1999) il resto assume invece una dimensione più critica e politica.

I suoi lavori si confrontano con materiali segnati – cenere, tessuti, oggetti recuperati – che portano con sé una memoria stratificata e spesso traumatica.

Temi come lo spopolamento, la marginalità, le migrazioni e le trasformazioni ambientali emergono attraverso immagini che non illustrano, ma evocano.

La traccia diventa ciò che resta di una frattura, una presenza fragile che testimonia l’assenza e la perdita.

Il frammento come forma attiva di presenza

REMAIN(S) si configura così come un paesaggio di relazioni tra corpi, materiali e luoghi, dove il frammento non è mai semplice avanzo, ma una forma attiva di presenza, capace di operare nel tempo.

Tra il resto come apertura generativa e il resto come segno di ferita, la mostra invita il pubblico a ripensare il legame con il proprio territorio, le memorie individuali e collettive, e le possibilità che nascono da ciò che rimane.

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