Dal 28 marzo al 5 aprile 2026, la Chiesa Rupestre Madonna delle Grazie, situata nel Sasso Caveoso di Matera, ospita la mostra d’arte contemporanea “Entroterra”. L’esposizione – organizzata dall’Associazione Culturale RicercArte in collaborazione con l’Associazione Patrimonio Rupestre di Matera, con il patrocinio del Comune di Matera, di APT Basilicata, della Provincia e della Fondazione Matera Basilicata 2019 – sarà visitabile tutti i giorni nei seguenti orari: 10:30 – 12:30, 16:30 – 18:00.
Una mostra che indaga il paesaggio esteriore e quello interiore
La mostra prende le mosse dal significato profondo del termine entroterra, parola che richiama sia uno spazio geografico lontano dalle coste, spesso percepito come marginale, sia una dimensione interiore, intima e invisibile.
L’esposizione esplora questa doppia valenza, mettendo in dialogo paesaggio fisico e paesaggio mentale, periferia e centro, memoria e identità. Il percorso invita a riflettere sulla marginalità e sull’invisibilità come condizioni solo apparentemente secondarie: territori lontani dalle rotte principali, ma ricchi di storie, culture e significati.
Artisti in mostra
Gli artisti presenti in mostra sono:
- Letizia Abbate
- Tiziana Contu
- Sonia Corradi
- Dimitri Gazziero
- Fulvio Governale e Fabio Ventimiglia
- Cinzia Marmifero
- Roisin Mc Guigan
- Aldo Palazzo
- Cinzia Romano
- Norberto Luis Romero
Testo critico
Di seguito, viene proposto il testo critico relativo alla mostra, a cura del dott. Claudio Salvatore Testaverde, filosofo e psicoanalista:
Il termine entroterra richiama sia lo spazio geografico lontano dalle coste, spesso percepito come marginale, sia una dimensione interiore, intima e invisibile. La mostra esplora questa doppia valenza: il paesaggio fisico e quello mentale, la periferia e il centro, la memoria e l’identità. Marginalità e invisibilità: territori lontani dalle rotte principali, ma ricchi di storie e culture. La mostra vuole restituire dignità e centralità all’entroterra, sia geografico che umano, mostrando come ciò che è nascosto o marginale possa diventare fonte di bellezza, riflessione e nuova consapevolezza.



