“In Acque Profonde” – Mostra fotografica di Mariangela Perrucci presso Le Monacelle

"In Acque Profonde" - Mostra fotografica di Mariangela Perrucci presso Le Monacelle

Dal 28 luglio al 28 settembre 2025, la Fondazione Le Monacelle ospita la mostra fotografica “In acque profonde, un’indagine visiva di Mariangela Perrucci sull’essere umano inteso come figura fluida, androgina, libera da ogni definizione rigida.

Acqua e figure dialogano insieme

Le immagini che compongono questa mostra raccontano un corpo che non si identifica, ma si dissolve, si fonde, si trasforma — un corpo che si riconosce nell’acqua, e attraverso l’acqua.

Elemento ancestrale, l’acqua è qui intesa come bene primordiale e costante: origine della vita, memoria collettiva, forza silenziosa che plasma e accoglie. Ogni fotografia è un’immersione nel tempo profondo dell’identità, dove il genere si sfuma e lascia spazio all’essere, alla pelle nuda dell’esistenza.

Le figure ritratte, volutamente ambigue e non classificabili, emergono e si inabissano in un dialogo continuo con l’acqua. Sono presenze sospese, simboliche, archetipiche. In loro si riflette il bisogno umano di tornare all’essenziale, all’origine, a un contatto più puro con se stessi e con la natura.

In acque profonde” è una riflessione poetica sull’identità come spazio aperto, liquido, e sulla necessità di ritrovare nell’acqua — e dunque nella nostra stessa natura — un luogo di verità, di rinascita e di possibilità.



Breve bio di Mariangela Perrucci

Mariangela Perrucci nasce ad Altamura nel 1983. Da sempre vive il mondo attraverso uno sguardo sensibile, curioso, profondamente attratto dall’essere umano. Il suo primo amore è stata l’arte in tutte le sue forme: ha studiato recitazione, vissuto per un periodo a Roma, e lavorato nella creazione di eventi culturali legati all’immaginario cinematografico. Tali esperienze le hanno insegnato a costruire atmosfere, a dare importanza al dettaglio, al tempo, alla luce.

La fotografia è arrivata più tardi, quasi per caso, durante un momento di transizione. Ma è bastato poco: appena iniziato a scattare, l’artista ha capito di aver trovato la sua vera forma d’espressione.
Attraverso l’obiettivo riesce a trasformare pensieri, emozioni e intuizioni in qualcosa di tangibile. Scattare, per l’artista, è un atto intimo, quasi meditativo: cerca l’essenza delle persone, la bellezza nei gesti quotidiani, la poesia della realtà quando smette di posare.

Lavora tra ritratti, reportage emozionali ed esperimenti visivi. Non è interessata all’immagine perfetta, ma quella sincera. Ogni fotografia è un pezzo di mondo che ha scelto di fermare, per ricordare, per raccontare, per sentire.

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