Dal 22 luglio al 27 settembre 2026 la Chiesa del Purgatorio di Matera ospita la mostra “Pietro Consagra. Sette sculture”, progetto espositivo dedicato a uno dei grandi protagonisti della scultura italiana del Novecento.
La mostra è organizzata dalla Galleria Alessandro Albanese, con la consulenza scientifica dell’Archivio Pietro Consagra e in collaborazione con la cooperativa Oltre l’Arte. Il progetto è curato da Giorgio Verzotti e patrocinato dal Comune di Matera, dalla Fondazione Zetema e dal Museo MUSMA.
Pietro Consagra torna idealmente a Matera
La presenza di Pietro Consagra a Matera non è nuova. L’artista aveva già lasciato una traccia significativa in città con una grande rassegna di sculture all’aperto nel 1978, un intervento che mise in dialogo il suo linguaggio plastico con il paesaggio urbano e rupestre materano. Alcune sue opere sono inoltre conservate al MUSMA, il Museo della Scultura Contemporanea di Matera, a conferma di un legame non episodico tra l’artista e la città. D’altronde, lo stesso museo ha dedicato una mostra allo scultore siciliano in occasione del quattordicesimo anno di attività. Con “Pietro Consagra. Sette sculture”, questo rapporto viene ripreso in una forma più raccolta e concentrata. Una mostra essenziale, costruita attorno a sette opere capaci di restituire con forza il cuore della ricerca dell’artista.
Sette opere per raccontare una rivoluzione della scultura
Le sculture esposte sono state realizzate tra la metà degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta. Sono opere in bronzo, con una sola presenza in legno dipinto, e appartengono ai cicli tematici dei Bifrontali, delle Prominenze e delle Interferenze.
In queste opere si ritrovano alcuni dei tratti più riconoscibili del linguaggio di Consagra: la scelta della frontalità, la riduzione dello sviluppo volumetrico, il rifiuto del tutto tondo tradizionale e la volontà di pensare la scultura non come massa chiusa nello spazio, ma come superficie, ritmo, relazione.
Consagra ha infatti contribuito a cambiare radicalmente il modo di intendere la scultura. Fin dagli esordi, prima attraverso l’astrazione e poi attraverso la ricerca sulla bidimensionalità, ha messo in discussione l’idea classica dell’opera scultorea come corpo da osservare girandole intorno.
La sua scultura chiede invece un confronto frontale. Si presenta come presenza aperta, come figura che non invade lo spazio ma lo attraversa, lo taglia, lo mette in tensione.
La Chiesa del Purgatorio come spazio per l’arte contemporanea
La scelta della Chiesa del Purgatorio aggiunge alla mostra un ulteriore livello di lettura. L’edificio, ormai riconosciuto anche come luogo espositivo dedicato all’arte contemporanea, conserva la propria forza simbolica e architettonica, ma si apre al dialogo con linguaggi artistici del Novecento e del presente.
Le sette sculture di Consagra trovano così posto in uno spazio carico di memoria, dove la materia, la luce e la verticalità dell’architettura sacra entrano in relazione con opere nate da una ricerca profondamente moderna.
Il risultato è un incontro tra due tensioni: da una parte la storia stratificata di Matera, dall’altra la visione di un artista che ha cercato per tutta la vita una scultura nuova, meno monumentale e più mentale, meno celebrativa e più libera.
Chi era Pietro Consagra
Pietro Consagra nasce a Mazara del Vallo nel 1920 e muore nel 2005. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Palermo, nel 1944 si trasferisce a Roma. Nel 1947 è tra i fondatori del gruppo Forma, il primo gruppo di astrattisti del dopoguerra in Italia.
La sua ricerca si sviluppa attorno a una idea nuova di scultura, fondata sulla superficie, sulla frontalità e sulla costruzione per piani sottili accostati o sovrapposti. I suoi celebri Colloqui, presentati anche alla Biennale di Venezia negli anni Cinquanta e Sessanta, lo impongono all’attenzione internazionale.
Nel corso della carriera espone in sedi prestigiose, tra cui la Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia, il Solomon Guggenheim Museum di New York, Documenta a Kassel, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, l’Ermitage di San Pietroburgo e Palazzo di Brera a Milano.
Nel 1960 riceve il premio per la scultura alla Biennale di Venezia. Tra le sue opere pubbliche più note figurano la grande Stella in acciaio realizzata a Gibellina, Giano a Roma e Doppia Bifrontale a Strasburgo, davanti al Parlamento Europeo.
Artista, teorico e sperimentatore instancabile, Consagra ha attraversato quasi tutto il Novecento portando avanti una ricerca coerente e radicale: liberare la scultura dalla pesantezza della tradizione e restituirle una nuova possibilità di presenza nello spazio.



