Selvatico / Domestico – Mostra di Eliel David Martinez Julián alla Momart Gallery

Selvatico / Domestico - Mostra di Eliel David Martinez Julián alla Momart Gallery
PROSSIMAMENTE
Dal 6 Giugno 2026 al 1 Settembre 2026

Dal 6 giugno all’1 settembre 2026, la Momart Gallery ospita “Selvatico/Domestico“, mostra personale dell’artista messicano Eliel David Martínez Julián, a cura di Alessia Pietropinto. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, con chiusura il mercoledì. Ingresso gratuito.

La poetica della trasmissione culturale

Attraverso un corpus di opere inedite tra pittura, installazione e interventi ambientali, la mostra costruisce una riflessione poetica e antropologica sul tema dell’abitare, della memoria e della trasmissione culturale, mettendo in dialogo il Messico e il Sud Italia mediante una rete di risonanze simboliche, rituali ed emotive.

La ricerca artistica di Martínez Julián si colloca in una soglia sottile tra immagine e rituale, tra archivio affettivo e attraversamento culturale. Le sue opere emergono come superfici vive, dense e porose, abitate da figure animali, frammenti vegetali, presenze ibride e stratificazioni cromatiche che evocano simultaneamente la dimensione intima del ricordo e quella collettiva dell’esperienza culturale. In questo universo visivo nulla appare puramente illustrativo: ogni elemento custodisce una tensione antropologica profonda, come se la pittura potesse ancora trattenere tracce di oralità, spiritualità popolare e memorie migranti.

Con Selvatico/Domestico, l’artista individua nella città di Matera un interlocutore vivo della propria pratica. I Sassi, la pietra scavata, la memoria stratificata dell’abitare e il rapporto ancestrale con la terra diventano parte integrante del progetto espositivo, aprendo uno spazio di riconoscimento inatteso tra il Mediterraneo meridionale e il mondo mesoamericano. Le opere costruiscono così una cartografia poetica di corrispondenze culturali in cui tradizioni popolari, ritualità domestiche, paesaggi e memorie collettive rivelano sorprendenti continuità.

Il tamal come metafora

Elemento centrale della mostra è il tamal, presenza simbolica che attraversa il progetto come metafora del custodire. Preparato con masa di mais e avvolto in foglie che ne proteggono il contenuto durante la cottura, il tamal rappresenta una forma culturale in cui il cibo conserva ancora un valore rituale e comunitario. Martínez Julián riconosce nella struttura stessa della galleria una continuità poetica con quell’involucro tradizionale: così come le foglie custodiscono il corpo del tamal, lo spazio espositivo accoglie opere, memorie e presenze, trasformandosi in soglia sensibile tra interno ed esterno, protezione e condivisione.

Una forma d’arte che attraversa il Sud Italia e l’America Centrale

La mostra nasce così da un’intuizione antropologica profonda: il Sud Italia e il Messico condividono un immaginario costruito attorno alla terra, alla devozione popolare, al rapporto con la morte, alla ritualità quotidiana e alla capacità di trasformare la fragilità in linguaggio simbolico. Nei lavori dell’artista queste corrispondenze emergono lentamente attraverso immagini ibride, simboli popolari e superfici stratificate che costruiscono un atlante emotivo di geografie contaminate e memorie condivise.

La pratica di Martínez Julián si sviluppa infatti come una continua riflessione sull’idea di attraversamento. Pittura, tessuto, installazione e azione convivono in una ricerca che concepisce l’opera come organismo aperto e spazio relazionale. Le sue superfici trattengono tracce di gesti, cancellazioni, sovrapposizioni e ferite, richiamando una dimensione rituale della materia pittorica e dialogando idealmente con il pensiero di Aby Warburg, per il quale le immagini sopravvivono nel tempo trasportando emozioni e archetipi collettivi attraverso culture differenti.

In questa prospettiva, la mostra trasforma la galleria in luogo di incontro e trasmissione, in uno spazio in cui arte, memoria e antropologia si intrecciano per restituire un’idea di identità aperta, nomade e profondamente relazionale.

Breve bio di Eliel David Martínez Julián

Nato nel 1998 a Oaxaca, Messico, l’artista vive, lavora e svolge la sua ricerca tra il Messico e l’Italia. Ha completato i suoi studi universitari a Venezia, conseguendo recentemente la laurea magistrale presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia (2023) e la laurea triennale presso la stessa accademia (2021). In precedenza ha studiato alla Scuola di Belle Arti di Oaxaca (2015-2017), iniziando a partecipare a mostre e fiere d’arte fin da giovane.

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