Una preziosa donazione arricchisce il Museo del Comunismo e della Resistenza di Matera

La famiglia Dilillo dona la biblioteca politica e storica di Michelino Dilillo.

Il Museo del Comunismo e della Resistenza di Matera comunica con grande gioia e gratitudine di aver ricevuto una ricca e importante donazione di libri e saggi di natura politica, storica e sociologica, appartenuti a Michelino Dilillo.

La donazione è stata generosamente voluta e curata dalla moglie Maria Castellaneta e dai figli Giovanna, Giuseppina e Costantino Dilillo, che hanno scelto di affidare al nostro Museo il vasto patrimonio culturale e ideale costruito in una vita di studio e di impegno civile e politico.

Si tratta di numerosi volumi che vanno ad arricchire in modo sostanziale la biblioteca del Museo. Un fondo di rilevante interesse storico e documentario, che comprende opere fondamentali di E.H. Carr, Roy Medvedev, Jean Elleinstein, Maurice Dobb, Gabriele de Rosa, Paolo Spriano, Luciano Canfora, Lucio Colletti, Emilio Sereni, Giorgio Amendola, Giancarlo Pajetta, Enrico Berlinguer, Michail Gorbaciov e molti altri storici e protagonisti del movimento operaio e comunista italiano e internazionale.

Un patrimonio librario che sarà un importante strumento di studio per ricercatori, studenti e per tutti coloro che vogliono approfondire la storia del movimento comunista, della Resistenza antifascista, della scuola e della società meridionale.

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Alcuni volumi del patrimonio librario di Michelino Dilillo donato al Museo.

Chi era Michelino Dilillo.

Michelino Dilillo, uomo di elevati ideali e vasta cultura, nacque nel 1929 a Irsina. Ha dedicato molta parte della sua attività intellettuale allo studio della storia del suo paese e delle sue usanze e tradizioni.

Le sue ricerche si svolsero per trenta anni circa, a partire dai primi anni ’60 del secolo scorso, e i suoi scritti ci restituiscono un vivido spaccato della «civiltà contadina» che vedeva la popolazione nettamente divisa tra una minoranza ricca di «padroni» delle terre da una parte, e dall’altra una vasta maggioranza di braccianti agricoli che, al servizio dei proprietari terrieri, vivevano ai limiti del sostentamento.

Egli donando più di mille libri propri, nel 1959 fondò la Biblioteca comunale di Irsina, per promuovere la cultura fra coloro che ne erano da sempre esclusi.

Iscritto al PCI dal 1948, negli anni ’50 e ’60 fu segretario della locale sezione del PCI per lungo tempo e poi, a Matera, componente della Federazione provinciale.

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Prima pagina de”Il Giornale dell’Alleanza dei Contadini”, 10 luglio 1967.

 

Nei primi anni ’60 del Novecento, a Irsina, Michelino Dilillo fu consigliere comunale e poi assessore alla cultura e, fra l’altro, fondò la prima scuola materna comunale, laica, con maestre e bambinaie e refettorio, in anni in cui un pasto caldo ogni giorno non era cosa scontata; istituì il servizio di scuolabus comunale per favorire la frequenza scolastica a bambini delle periferie e delle campagne, secondo comune in Italia con tale servizio dopo Bologna.

Nel 1967 i risultati di una sua ricerca sulla scuola rurale di Irsina meritarono un importante riconoscimento da parte della «Alleanza nazionale dei contadini» che gli consegnò un premio in denaro per le soluzioni concrete da lui esposte, tese ad elevare la capacità didattica nelle scuole rurali.

I riconoscimenti furono unanimi e l’On. Emilio Sereni e Lucio Lombardo Radice premiarono il suo lavoro « per la compiutezza e profondità dell’analisi».

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1967 Nicolino Dilillo premiato dell’On. Emilio Sereni

 

Cultore delle tradizioni popolari, tra il 1964 e il 1965 raccolse le favole, le fiabe, le novelle della tradizione popolare dalla viva voce delle donne anziane del paese, ottenendo una ricca raccolta di fatti che si narravano fra fine Ottocento e primi del Novecento.

Questa narrativa, come Calvino per le favole italiane, fu pubblicata in tre fortunati volumi che trovarono ampia diffusione fra la popolazione. 1986 – «U p’zzcantò », 1988 – « Le belle cose quaselle», 1989 – «U capasidd d u ret pa pagghj».

Questi studi furono alla base di una pubblicazione di Michelino Dilillo sulle tradizioni popolari irsinesi edita nel 1980 da Gabrieli Roma, e poi rieditata nel 2013 da Giannatelli Matera, postuma, arricchita da altri suoi saggi, a cura di Costantino Dilillo: «Irsina, credenze usanze e tradizioni Montepelosane».

Nel 1980 l’editore BMG Matera diede alle stampe la sua opera più nota, «Irsina, Vita e scuola in un comune del Mezzogiorno», testo poi richiesto e adottato in varie Università.

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Due importanti libri di Michelino Dilillo su Irsina, tra i testi donati al Museo. A sinistra ” Vita e scuola in un Comune del Mezzogiorno” , a destra “Credenze , usanze, tradizioni Montepelosane”, seconda edizione revisionata e ampliata a cura di Costantino Dilillo.

 

Frutto dei suoi studi sulla società irsinese e sulla temperie culturale, economica e sociale in cui la scuola aveva operato a Irsina nell’arco di tempo fra i primi dell’Ottocento e la metà del Novecento, l’opera ha incontrato infiniti consensi; letta in tutta Italia, è stata studiata anche presso la Università di Varsavia dove venne introdotta dallo studioso polacco Prof. Zawadzki con il quale l’autore a lungo rimase in contatto.

Maestro e poi Direttore didattico, Dilillo fu autore di molte pubblicazioni di argomento didattico e culturale su riviste nazionali specializzate nel settore scolastico educativo e di cultura come «Riforma della Scuola», «I diritti della Scuola», «Scuola Lucana».

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Dettaglio di pagina 5 de “Il Giornale dei Contadini” dedicata alla premiazione delle opere per il miglioramento della didattica nelle scuole rurali. Primo premio a Michelino Dilillo di Irsina.

 

 

Collaborò per lunghi anni alla rivista Basilicata e al Bollettino della Biblioteca Stigliani di Matera.

Fra il 1968 e il 1973 Michelino Dilillo pose le basi per la nascita a Matera della CGIL Scuola di cui sarà fondatore e segretario sino al 1976; in quella veste organizzò a Matera l’assemblea, la prima in tutta Italia, degli insegnanti in orario di servizio.

Direttore Didattico dal 1978, lasciò la militanza sindacale e si dedicò agli studi e alle passioni di sempre: le Tradizioni popolari, la Storia, la Musica, la Letteratura, il collezionismo, Filatelia, Numismatica, tessere, medaglie.

Scomparso a soli 64 anni nel 1994, ha lasciato migliaia di volumi, una vastissima biblioteca ricca di saggi di natura politica, storica, sociologica e di pregiata letteratura internazionale.

(Nota biografica a cura di Costantino Dilillo)

Un gesto che è memoria attiva.

La scelta della famiglia Dilillo è un atto di fiducia nel nostro progetto museale e un esempio di come la memoria privata possa diventare patrimonio collettivo.

I volumi saranno catalogati e messi a disposizione del pubblico.

La Direzione e lo Staff del Museo del Comunismo e della Resistenza di Matera ringraziano di cuore Maria Castellaneta, Giovanna, Giuseppina e Costantino Dilillo.

Francesco Calculli
Storico contemporaneo – Direttore del Museo del Comunismo e della Resistenza di Matera.

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