Quando la storia si tocca: a Matera l’edizione anastatica dei Quaderni del Carcere di Antonio Gramsci entra nel Museo del Comunismo e della Resistenza.

Un evento eccezionale: per la prima volta a Matera l’opera integrale che restituisce la calligrafia originale di Gramsci dal carcere di Turi.

Articolo di Francesco Calculli, Storico e Direttore del Museo del Comunismo e della Resistenza di Matera

C’è un momento in cui la storia smette di essere letta e inizia a essere toccata. È quello che accade al Museo del Comunismo e della Resistenza di Matera con la recente acquisizione della più importante impresa filologica gramsciana degli ultimi decenni: I Quaderni del Carcere – Edizione anastatica dei manoscritti, a cura di Gianni Francioni, 18 volumi, Istituto della Enciclopedia Italiana – L’Unione Sarda, 2009.

Non è una semplice riedizione. È Gramsci stesso. Infatti l’edizione anastatica riproduce pagina per pagina, i 33 quaderni originali scritti da Antonio Gramsci tra il febbraio 1929 e il 1935 nel carcere di Turi. Quaderni di scuola, quelli che la direzione carceraria consegnava con la scritta: «È severamente vietato strappare pagine».

Su quelle pagine rigate, con una grafia minuta e fittissima, Gramsci ha costruito nei suoi undici anni di atroce prigionia fascista una delle opere fondamentali del pensiero politico del Novecento, per la quale il nostro Museo lancia la proposta di candidatura a patrimonio UNESCO dell’Umanità.

Fino al 1948-51, i Quaderni del Carcere furono conosciuti solo nell’edizione tematica di Felice Platone e Palmiro Togliatti per Einaudi, in 6 volumi divisi per argomenti: Il Materialismo Storico, Note su Machiavelli, Passato e Presente, il Risorgimento, Letteratura e Vita Nazionale, Gli Intellettuali. Una scelta dettata soprattutto da esigenze editoriali e politiche, che però cristallizzava un pensiero che era in continuo movimento.

Nel 1975, la svolta con l’edizione critica in 4 volumi a cura di Valentino Gerratana, sempre per Einaudi, finalmente in ordine cronologico. Un’edizione fondamentale, che però escludeva ancora i 4 quaderni di traduzioni (dal tedesco, russo, inglese). Edizioni entrambe presenti e consultabili presso il nostro Museo.

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L’edizione critica del 1975 dei Quaderni del Carcere a cura di Valentino Gerratana – Biblioteca Museo del Comunismo e della Resistenza

 

L’edizione anastatica del 2009, curata da Gianni Francioni, il maggiore filologo gramsciano, chiude questo percorso. Per la prima volta sono presenti tutti i 29 quaderni teorici, miscellanei e speciali, più i 4 quaderni di traduzioni. Ogni volume riproduce fotograficamente il manoscritto originale, con le cancellature, le note a margine, i diversi inchiostri, i timbri del visto della censura carceraria. Si vede il lavoro, la fatica, il ripensamento.

Grazie allo studio delle carte, delle marche da bollo e dei timbri che a Gramsci arrivavano in cella, Francioni ha stabilito una datazione precisa di ogni singolo paragrafo restituendo in tempo reale un laboratorio di pensiero unico nella storia del Novecento.

Sono le pagine dove Antonio Gramsci elabora categorie fondamentali entrate a pieno titolo nel lessico della scienza politica contemporanea: egemonia, intellettuale organico, americanismo e fordismo, blocco storico, classi subalterne.

Avere i 18 volumi anastatici dei Quaderni del Carcere di Gramsci a Matera non è solo un fatto bibliografico. È anche un atto politico e culturale. Significa poter mettere gli studenti, gli studiosi, i visitatori davanti alla testimonianza del suo lascito di grande intellettuale e dirigente rivoluzionario.

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Volume 1 Edizione anastatica dei Quaderni – Biblioteca Museo del Comunismo e della Resistenza.

 

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Quaderni del Carcere edizione anastatica 2009 in 18 volumi – Biblioteca Museo del Comunismo e della Resistenza

 

Un uomo a cui Mussolini voleva impedire, secondo la celebre formula del processo del Tribunale Speciale, di far funzionare il cervello per vent’anni e che invece, da una cella, ha continuato a far funzionare il cervello del mondo.

L’acquisizione dell’edizione anastatica dei Quaderni del Carcere, a cura della Direzione del Museo del Comunismo e della Resistenza, sarà l’occasione per sfogliare insieme i volumi, leggere brani autografi e ricostruire la storia avventurosa di questi quaderni, salvati dalla cognata Tatiana Schucht e dall’economista Piero Sraffa dopo la morte di Gramsci nel 1937.

Un patrimonio universale che, approdato ora anche a Matera nel nostro Museo, continua da qui a interrogare il nostro presente e a far funzionare il cervello del mondo.

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