Da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026 anche i Musei Nazionali di Matera partecipano alle Giornate Europee dell’Archeologia, l’iniziativa dedicata alla conoscenza del patrimonio archeologico e alla scoperta del lavoro che rende vivi, leggibili e accessibili i reperti conservati nei musei.
Gli appuntamenti in città si svolgono tra Palazzo Lanfranchi e l’Ex Ospedale San Rocco, con un percorso dal titolo “Dietro le quinte dell’archeologia: allestire, scoprire, raccontare”.
L’obiettivo è accompagnare il pubblico oltre la semplice osservazione degli oggetti esposti, mostrando come nasce un racconto museale: dalla scelta dei reperti alla loro valorizzazione, fino alle attività pensate per avvicinare bambini, famiglie e visitatori alla storia archeologica del territorio.
A Palazzo Lanfranchi una nuova vetrina con i reperti scelti dal pubblico
Il primo appuntamento è in programma venerdì 12 giugno alle ore 11.00 a Palazzo Lanfranchi.
Per l’occasione sarà allestita una vetrina con una selezione di reperti scelti dal pubblico durante la primavera dei germogli della mostra “Le dee del grano”, esposizione ormai conclusa nel suo allestimento principale.
La nuova presentazione permette così di prolungare il dialogo nato intorno alla mostra, restituendo ai visitatori un ruolo attivo nella costruzione del percorso espositivo. Non solo reperti da guardare, quindi, ma oggetti da interrogare, riconoscere, raccontare.
Al Museo Ex Ospedale San Rocco attività e materiali per bambini
Sabato 13 e domenica 14 giugno, presso l’Ex Ospedale San Rocco, i visitatori troveranno materiali dedicati ai bambini, pensati per approfondire in modo semplice e coinvolgente alcuni temi centrali dell’archeologia.
I più piccoli potranno avvicinarsi al racconto di un vaso, scoprire il mestiere dell’archeologo e conoscere meglio la figura di Domenico Ridola, medico, archeologo e studioso fondamentale per la storia culturale di Matera.
Il percorso offre così un modo più immediato per entrare nel mondo dell’archeologia: non come materia distante o polverosa, ma come avventura fatta di domande, tracce, scoperte e pazienza. Perché ogni reperto, prima di diventare museo, è stato frammento, indizio, voce rimasta sottoterra.
Il 13 giugno focus sulle tecniche di realizzazione dei manufatti
Sempre sabato 13 giugno, presso l’Ex Ospedale San Rocco, è previsto anche un approfondimento dedicato alle curiosità sulle tecniche di realizzazione dei manufatti della collezione del Museo Archeologico “Domenico Ridola”.
L’iniziativa permette di osservare i reperti da un punto di vista diverso: non solo come testimonianze storiche, ma anche come oggetti nati da saperi, gesti, materiali e abilità tecniche. Un modo per comprendere meglio la vita quotidiana delle comunità antiche e il lavoro artigianale che si nasconde dietro forme, decorazioni e superfici.
Archeologia come racconto vivo della città
Le Giornate Europee dell’Archeologia 2026 diventano quindi, per Matera, un’occasione per entrare nei musei con uno sguardo più curioso e consapevole.
Gli appuntamenti proposti dai Musei nazionali di Matera invitano il pubblico a scoprire ciò che spesso resta dietro le quinte: le scelte di allestimento, il lavoro di studio, la comunicazione dei reperti, il dialogo con i visitatori e le attività educative rivolte ai più giovani.
Un patrimonio archeologico non vive soltanto nelle vetrine. Vive quando viene raccontato, condiviso, interpretato e restituito alla comunità come parte della sua memoria più profonda.



